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Il packaging sostenibile è sempre più protagonista:
cresce la comunicazione della riciclabilità

In questa edizione, l’Osservatorio Immagino 2024, curato da GS1, offre uno sguardo sulla sostenibilità dei prodotti italiani presenti quotidianamente sugli scaffali dei supermercati. 

Praticamente metà dei 136.686 prodotti rilevati dall’Osservatorio indica ai consumatori, mediante l’etichetta, come smaltire le confezioni correttamente dopo l’uso. Un dato in crescita, che probabilmente nasconde una percentuale di riciclabili più alta, ma non riportanti il dato in etichetta. 

Inoltre, rispetto ai 12 mesi precedenti, è diminuita al 2,3% la quota dei prodotti venduti in pack non riciclabili. Una prova che l’impegno delle aziende del largo consumo per la raccolta differenziata è il più delle volte effettivo e concreto. 

Il reparto del freddo si conferma l’area merceologica in cui viene maggiormente comunicata la riciclabilità del prodotto sul pack, con oltre il 72% di incidenza sul numero totale dei prodotti rilevati. Al secondo posto entra il fresco che, con un balzo annuo del +3,8%, ha raggiunto quota 61,3% scalzando l’ortofrutta, e facendola slittare al terzo posto con il 60,9% di incidenza. 

Cura persona, bevande (principalmente per il largo ricorso al vetro) e petcare continuano a contraddistinguersi per una bassa percentuale, inferiore al 50%, di prodotti che indicano in etichetta la possibilità di riciclo del packaging.  

Quota ponderata per reparto dei prodotti che comunicano la riciclabilità del packaging

La composizione del pack 

In molti casi il packaging in cui sono confezionati e venduti i prodotti di largo consumo non si compone di un unico materiale ma ne comprende diversi, assemblati in modo da garantire la comodità di utilizzo e la possibilità di una lunga e adeguata conservazione.  

Oltre un terzo delle etichette su cui è presente la comunicazione di riciclabilità (pari a circa la metà del totale prodotti), è confezionato in un pack composto da un solo materiale.  

Il restante 66% ha packaging composti da più materiali: nel 37% si tratta di due componenti. Seguono poi le confezioni composte da tre o quattro materiali diversi (rispettivamente 21,5% e 5,3%) ed è residuale la quota dei prodotti con packaging ottenuti assemblando cinque o più materiali (2,4%). 

Packaging monomateriale, resistenti al freddo e sostenibili: possibile grazie ai cartoncini ProntoPack

I dati dimostrano come il reparto di freddo e fresco siano quelli più attenti alla comunicazione di sostenibilità, ed è altrettanto dimostrato che un terzo dei pack sono composti da un solo materiale.  

La riciclabilità è ovviamente possibile anche per pack pluriprodotto, ma ovviamente un packaging 100% cartoncino si posiziona come una delle scelte più green e sostenibili possibili nel panorama dei materiali da packaging. 

Per creare packaging adatti e resistenti anche a condizioni di freddo, fresco e umido, sono molti i test che vengono eseguiti sul cartoncino, in particolare Test di Cobb e Test di Wick per la verifica dell’assorbimento dell’acqua, così come il Test di Robinson per il contatto alimentare.   

Tra i nostri cartoncini, i migliori a livello di qualità organolettiche per garantire un contatto alimentare e altrettanto resistenti da posizionarsi come miglior scelta per il packaging del surgelato o del fresco possiamo consigliare Metsä Board Prime EB: cartone spessorato e patinato con rivestimento barriera contro la dispersione per una resistenza media al grasso e all’umidità. È leggero, facilmente riciclabile e compostabile, può essere riciclato in flussi di rifiuti di carta o cartone secondo gli schemi di riciclaggio locali. È realizzato senza fluorochimici e sbiancanti ottici (OBA) ed è quindi adatto al contatto diretto con gli alimenti a livello globale.